Le Metamorfosi - Collettiva d'Arte

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L’inaugurazione della collettiva d’arte “Le Metamorfosi” rappresenta per la nostra associazione, la definitiva contaminazione ad ogni forma d’arte.
Arte e architettura da sempre si confrontano, si respingono, si attraggono, per poi accomunarsi sotto un'unica espressione servendosi di schematismi e codici analoghi. Già alla fine degli anni ’60 la ricerca di nuovi linguaggi architettonici, alternativi al Movimento Moderno, in costante riferimento con le contemporanee sperimentazioni delle altre arti, da origine ad una ritrovata creatività. I progetti di architettura e le opere d’arte dell’ultimo decennio confermano quanto mai oggi, le due discipline sono vicine. Basta pensare alle archisculture delle così dette archistar o alle opere e le installazioni di alcuni artisti che presentano un carattere fortemente progettuale, tale da strutturare e condizionare l’uso e la fruizione dello spazio urbano. Allo scopo di esprimere l’eterogeneità formativa e culturale dei soci Morfosis, la mostra coinvolge un gruppo di artisti, che si muovono secondo direttrici diverse, a volte opposte, ma che creano esperienze ed emozioni finalizzate alla rappresentazione dell’unica tematica. Quella delle metamorfosi.

Il tema scelto non è affatto casuale, in quanto storicamente ha rappresentato uno dei linguaggi più frequentati da ogni tipo di espressione artistica, affrontato sempre in maniera diversa: totale ed irreversibile o parziale e temporanea; trasformazioni rapide, istantanee oppure scandite nel tempo e per fasi; mutamenti con risultati che stanno a significare uno stato migliorativo o di degrado. In tutti i casi, unico messaggio delle infinite forme metamorfiche è l’indice del cambiamento: l’esistenza che si trasforma, si evolve, si adatta.
La mostra non poteva trovare altro spazio espositivo ideale se non l’Orto Botanico di Catania, in quanto riflette perfettamente il concetto del tema trattato, potendolo considerare come una galleria d’arte vivente, museo delle trasformazioni, luogo delle continue metamorfosi.

La mostra aperta fino al 23 dicembre è un occasione per i fruitori per lasciarsi contaminare dalle diverse espressività.
L’alternarsi di linee rette e curve che generano forme e spazi geometrici, simili a strutture architettoniche che cambiano in sequenza, rappresentano la metamorfosi dell’albero nelle quattro stagioni di Annarita Marcantonio.
Nell’opera di Salvo Borzì, il particolare di un paesaggio privo di ogni riferimento diventa quasi il particolare di un corpo che a tratti si distende o contorce
Per Carmelo Grasso, lo studio sul corpo umano ed il suo movimento è l’espediente per descrivere l’evoluzione dell’uomo e la sua metamorfosi biologica, sociale ed umana.

Gli scatti fotografici di Ninni Maugeri rivelano in sequenza, le peculiarità e le incoerenze del paesaggio metropolitano lungo percorsi definiti, che sottolineano le trasformazioni di scenari altrimenti immobili e bidimensionali.
L’installazione di Antonella Arancio descrive l’evoluzione e la dinamica delle trasformazioni dello Stretto di Messina, dovute alla combinazione di fattori naturali ed antropici, attraverso la riproduzione manuale di cartografie storiche rimpicciolite, riproposte come diapositive.

Se la fanciulla di fine ottocento del quadro di Munch, vive con ansia la trasformazione del suo corpo, la stessa adolescente riproposta da Daniele Casaburi, appare forse più sicura, disinvolta e libera, ma è un illusione che dura davvero poco perché vittima di limiti e censure dettate dalla sua condizione naturale di essere donna.
Negli oggetti di design presentati da 2c workshop e da Agata Petrillo, lo studio e, la manipolazione della materia e delle forme, ci restituiscono elementi intrisi di nuove peculiarità perfettamente trasformabili ed adattabili a seconda del cambiamento delle esigenze del consumatore e del suo spazio.

La riorganizzazione dello spazio abitativo di Zero Architetti, prevede l’uso di uno schema a pianta libera, dove gli spazi domestici più statici si dispongono in una successione di variazione che crea una gerarchia di ruoli e posizioni.
A chiusura dell’evento giorno 23 dicembre è previsto il concerto del duo pianistico a quattro mani composto da Emma Chiaramonte e Puccia Zappalà, la musica come legante fra le arti visive sintetizzerà, alla fine dell’evento, il concetto di metamorfosi con esecuzioni che mescoleranno suoni e ritmi eterogenei, rappresentativi di identità e luoghi differenti ma appartenenti allo stesso “mondo”.
Dalle molteplici letture che esplorano tutti i campi della creazione artistica, scaturisce l’uniformità di una mostra capace di stimolare ogni senso percettivo del fruitore, attraverso la combinazione e le metamorfosi di forme, colori, materiali e suoni.

Di Morfosis Ultimo aggiornamento: 11 03 2010 - 18:28

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